Ieri, nel giorno della memoria del giovane Beato Pier Giorgio Frassati, ha avuto inizio l’Anno Frassatiano, che durerà fino al 4 luglio 2025 nel centenario della memoria della sua nascita al cielo e anno in cui, come annunciato, verrà dichiarato santo.

La figura di Pier Giorgio è una figura molto vicina e intima per i giovani dell’Azione cattolica italiana, ma anche per tutta la gioventù cattolica in generale anche nel mondo con il suo esempio di vita e di fede che, seppur nella sua breve vita di appena 24 anni, è stato dedicato agli ultimi e ai poveri della sua città.
Beatificato da San Giovanni Paolo II nel 1990, è oggi considerato, seppur non ancora santo, uno dei santi sociali torinesi (di cui fa parte tra gli altri anche don Bosco) ed è protettore dei giovani di Azione cattolica oltre a essere stato santo patrono e intercessore delle Giornate mondiali della gioventù 2016 e 2023 che hanno portato la vita del giovane beato all’attenzione dei giovani di tutto il mondo.
Il 26 aprile scorso, durante un momento di preghiera all'interno della XVIII Assemblea nazionale dell'Azione cattolica a Roma, il card. Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi, ha annunciato che il Beato Frassati sarà proclamato santo "il prossimo anno giubilare", ovvero durante il 2025. È partito così un momento di grande attesa e preghiera verso la data (ancora da stabilire) che porterà Pier Giorgio agli onori degli altari.
“Nel 2025 ricorrerà il centenario della morte del Beato Pier Giorgio Frassati. Desidero annunciare che il prossimo 4 luglio 2024 apriremo un anno di speciali celebrazioni in vista del centenario, un anno per approfondire la conoscenza e la venerazione dell’ ‘uomo delle otto beatitudini’.” Così, giovedì 13 giugno, mons. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, ha annunciato ufficialmente l’apertura dell’Anno Frassatiano (LEGGI) in occasione del centenario della morte del Beato Pier Giorgio Frassati, anno che è iniziato quindi proprio ieri con numerose celebrazioni sia religiose che civili nella diocesi torinese e anche nella diocesi di Biella dove ha le origini la famiglia Frassati.
Un anno volto a celebrare la vita tanto semplice quanto straordinaria di un ragazzo cristiano che con la sua citazione “Verso l’alto”, dalla sua passione per l’alpinismo e le montagne, ha fatto nascere un inno giovanile per l’elevazione del cuore e dell’anima verso Dio e quindi verso il prossimo.


